Mangia il panuozzo più grande della Campania: 4 kili a un prezzo assurdo

Il panuozzo più grande della Campania: 4 chili esagerati.

Mangia il panuozzo più grande della Campania ad un prezzo assurdo: succede a @eat_food_prn_ e i commenti su Instagram sono variegati come gli ingredienti.Quanto costa un panuozzo da 1 metro e 20, dal peso di oltre 4 kg., personalizzato in 4 gusti, servito con circa 2 kg.di patate al forno prese da sotto il girarrosto?Ebbene, 60 euro, per un consumo  a tavola pensato per una decina di persone, 50 euro se da asporto.Si fa prima a dire quello che non c'è dentro, rispetto a quel che c'è: un'esagerazione di formaggi - regina la provola - e salumi, parmigiana di melanzane, polpette, friarielli, salsiccia, il tutto in un filone "smollicato", ovvero privato della mollica, dunque più accogliente e capiente.

Si può provare l'ebbrezza di questa bomba di gusti ad Aversa, in provincia di Caserta.

panuozzo
Un panuozzo esagerato.Fonte: Instagram

 

Panuozzo e saltimbocca: piccoli o grandi, ma golosi e napoletani

Il panuozzo è una specialità delle pizzerie di Gragnano e della zona dei monti Lattari, in provincia di Napoli; come molti degli ottimi piatti italiani, nasce come cibo semplice e si evolve in prelibatezza.

Si tratta di un panino XL (ma sopra è dimostrato che si può andare ben oltre) fatto con l'impasto della pizza - farina di grano tenero, acqua, lievito di birra fresco, sale marino - lievitato due volte e cotto in forno a legna.La farcitura lascia spazio ad ogni fantasia, comprendendo verdure, affettati, latticini.La preparazione si conclude con una ripassata in forno, che permette agli ingredienti di fondersi con il pane.

Stretto parente è il saltimbocca: sostanzialmente, una versione più piccola, ma con le medesime caratteristiche sia per quanto riguarda la consistenza del pane, che per la varietà delle farciture, che attingono a tutto il repertorio dei prodotti campani.

Non va confuso con l'analoghi tipico della cucina romana, che invece è preparato con carne di vitello a fettine sottili, su cui si dispone una fettina di prosciutto crudo e, sopra essa, una foglia di salvia; si sigilla con uno stuzzicadenti e, dopo un'infarinatura, si rosola in padella con olio e burro, sfumando con vino bianco.Una pietanza che con l'omonimo campano ha in comune solo, appunto, il nome, senza essere meno invitante, a riprova dell'eccellenza della gastronomia italiana, in ogni regione.

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